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50'000 anni fa, sommersa nell’oceano indiano ci fu il continente chiamato “Kumari kandam”. La storia narra che in questo continente la prima lingua parlata fu il tamil e il primo popolo ad abitare sul continente era proprio dell’etnia tamil, questa scoperta fu fatta da un ricercatore storico.

Il nome oggi attribuito a questo continente sommerso deriva dagli antichi manoscritti, questo continente collegava India, Sri Lanka, Madagascar e Australia. Nel 8000 a.C. lo Sri Lanka si staccò dall’India e divenne un’isola indipendente, abitata e governata dal popolo tamil. Venne anche chiamata lacrima dell’oceano indiano per la sua forma caratteristica a forma di lacrima.

Nell’800 d.C nacque la popolazione cingalese, dunque l’isola fu divisa da due popoli con lingua, cultura e religione diversa. Con l’emergere del popolo cingalese emergono anche dei problemi. I tamil che fino a quel momento avevano governato l’intera isola, furono costretti a condividere il territorio con i cingalesi.

Nel corso degli anni ci fu l’invasione da parte dei portoghesi, che furono attratti dal commercio di spezie e cannella. In seguito ci fu l’invasione da parte degli olandesi ed infine l’intera isola cadde nelle mani dei britannici.  Nel 1838 “Golburook” unì lo Stato dei cingalesi e lo Stato dei tamil, che nel frattempo si erano divisi, e diede all’isola il nome “Ceylon”.

“Golburook” parlando del Tamil Eelam disse che apparteneva al popolo tamil e che la superficie da loro abitata (in loro possesso) fu di 26'500 km2.

Nel 1901 Ceylon fu diviso in 9 diversi stati, i cingalese, manomisero la decisione delle separazione e fecero in modo che 7 stati appartenessero a loro, mentre  solo ed esclusivamente 2 stati vennero attribuiti al popolo tamil.

La superficie appartenente al popolo del Tamil Eelam doveva essere di 26'500 km2, ma con la separazione degli stati a favore dei cingalesi, la superficie venne ridotta di 7500 km2, rubando così a loro il territorio di proprietà.

Questo è considerato il primo atto di genocidio contro il popolo tamil del Tamil Eelam.

Nel 1948 i britannici abbandonarono l’isola e Ceylon ottenne l’indipendenza.  D.S. Senanayake divenne il primo ministro dello Ceylon, seguito da lui ci fu S.W.R.D  Bandaranaike che fu eletto nel 1956. Nel corso delle loro presidenze hanno dato maggior importanza al popolo cingalese, acclamavano solamente la loro civiltà, dei tamil non importava più niente a nessuno. Il cingalese venne introdotto come lingua ufficiale, e nelle grandi scuole venne introdotta come lingua obbligatoria. Nel 1972 venne addirittura cambiato il nome in Sri Lanka, mettendo così nel nome del paese il prefisso Sri, che era tipico dell’etnia Cingalese. Il governo dello Sri Lanka mise in atto delle politiche a favore del popolo cingalese, sottraendo ancora una volta il territorio al popolo tamil.

Questo è considerato il secondo atto di genocidio contro il popolo del Tamil Eelam.

Dal 1948 al 1976 ci fu la protesta condotta da Chelvanayakam contro il governo e le politiche messe in atto, per la parità di trattamento del popolo del Tamil Eelam. Ma la protesta non ebbe risultati positivi, il governo non diede peso alla faccenda ed ignorò il tutto. Per dover proteggere il Tamil Eelam nel 1976 ci fu un trattato (Vaddukkoddai thirmanam) che dichiarava la creazione di uno Stato dipendente per il Tamil Eelam, questo trattato se solo fosse stato messo in atto avrebbe cambiato tutta la storia.

Nella suddivisione dei diversi Stati il popolo tamil perse 7500 km2 di superficie, dopo l’indipendenza perse altri 7500 km2, per via delle politiche a favore dei cingalesi.

Nel 1901 la superficie posseduta dal popolo tamil misurava 26'500 km2, nel 1976 la superficie divenne di 11’500 km2. In 75 anni il popolo tamil perse più della metà del territorio.

Nel 1976 il leader del popolo tamil V.Prabakaran, inizio una guerra, per difendere il territorio e il popolo tamil. Da quell’anno fino al 2009 non ci furono più stati appropriazioni di terreno da parte dei cingalesi.

Dopo il grande genocidio di massa “mullivaikkal” del 2009,  le appropriazioni di terreno da parte dei cingalesi continuarono, il loro intento è quello di invadere tutta l’isola, e far in modo che la popolazione tamil si estingua, per far si che la loro sia l’unica etnia presente su quell’isola.

Appropriarsi del territorio di altrui è considerato atto di genocidio.

È noto che la popolazione tamil abbia iniziato da più di cent’anni la rivolta contro il governo , per avere uno stato indipendente, per valorizzare la propria lingua, la propria cultura, la propria storia, per salvaguardare  il proprio territorio. Chelvanayakam ha lottato per questo, perché il popolo tamil dello Sri Lanka ottenesse la libertà.

Durante queste proteste ci furono molte vittime, da una protesta si era passati ad una guerra o meglio ad un omicidio di massa. Il popolo tamil fu schiacciato dal governo, ci furono tanti assassinii e molti giovani persero la vita nella speranza di ottenere libertà.

Le proteste condotte dalla popolazione tamil nel corso degli anni, ha portato il governo ad adottare delle misure aggressive, i tamil venivano aggrediti, alcuni venivano addirittura uccisi. Le proteste continuarono e le aggressioni pure. Ci furono stati grandi attacchi da parte del governo cingalese nel 1970, altri attacchi si presentarono nel 1977 nella parte sud dell’Isola e ci fu un altro genocidio di massa nel 1983. Come se uccidere non bastava, il governo si appropriava anche dell’eredità, delle case e dei terreni posseduti dai tamil.

Tutti questi motivi hanno spinto il popolo tamil ad emigrare dal proprio paese e cercare rifugio nei paesi esteri.

Lingua, storia, territorio, cultura, questi quattro elementi portano una civiltà ad avere un riconoscimento a livello internazionale.

Il popolo tamil ha perso la sua madre patria, i suoi parenti, i suoi diritti di cittadino, in questo momento il governo cingalese continua a ubicare cingalesi nei territori tamil.  Nelle scuole la lingua cingalese viene introdotta come lingua obbligatoria, non viene più insegnato la storia della civiltà tamil. Vengono indotti ad usare sostanze stupefacenti, i giovani sono obbligati a prendere armi in mano per autodifendersi. Tutto questo è stato fatto dal governo cingalese per distruggere la civiltà tamil.

Siamo sulla soglia dell’estinzione, il popolo tamil è umiliato dal governo, sta perdendo tutto. Per poter aiutare il nostro popolo noi tamil che viviamo in diversi paesi del mondo, dobbiamo unire le nostre forze e portare avanti le nostre ideologie e le nostre poteste affinché riusciremo a salvare la nostra civiltà.

Il sentimento di giustizia è così universalmente connaturato all'umanità da sembrare indipendente da ogni legge, partito o religione.  Giustizia è quando tutte le persone sono trattate nello stesso modo, senza discriminazione, alla nascita tutte le persone sono uguali, tutti devono avere il diritto di vivere, il diritto di esprimersi e il diritto di ricercare una vita felice.  Se la giustizia avesse un valore allora anche chi lotta per la giustizia dovrebbe ottenere valore.

  • Dobbiamo spiegare a tutto il mondo il motivo delle nostre proteste. Non si trattano di proteste a scopo di terrorismo, ma sono proteste per richiedere aiuto, per fermare i maltrattamenti, per fermare gli omicidi, per fermare il genocidio di massa, per fermare la nostra estinzione.

  • Il governo cingalese ha condotto un genocidio di massa sul popolo tamil, bisogna portare questi fatti sotto i riflettori e mostrarli a tutto il mondo, di modo che il governo venga punito per gli atti criminali commessi

  • Richiedere uno stato indipendente all’interno dell’isola per il popolo tamil, con un governo a parte, con delle leggi a parte.

Per questi motivi il popolo tamil protesta davanti ai governi dei paesi esteri, per ottenere giustizia. Perciò dobbiamo farci sentire, dobbiamo continuare le nostre proteste per avere uno stato indipendente per il popolo tamil. Finché staremo zitti nessuno ci ascolterà e nessuno correrà in nostro soccorso.

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